“Siccome ho molta fretta vado molto piano” – diceva Napoleone
Se stai approcciandoti per la prima volta al modello di coaching strategico, ti suggerisco di interpretare questa indicazione come più di un consiglio, ti proporrei di farla diventare un vero e proprio mantra.
Più hai fretta di imparare, più è importante impegnarsi per rallentare.
Partire dopo per arrivare prima nel coaching strategico
Se hai già sentito parlare dell’antico stratagemma “Partire dopo per arrivare prima” (fa parte degli stratagemmi presenti nel libro “Cavalcare la propria tigre” di Giorgio Nardone, fondatore, insieme a Paul Watzlawick del modello di coaching ad approccio strategico) sai di cosa sto parlando.
Se non ne hai mai sentito parlare, è presto spiegato:
partire dopo per arrivare prima, significa scegliere deliberatamente di valutare una situazione con molta calma, prima di passare all’azione; concedersi il tempo di comprendere a pieno gli elementi fondamentali del contesto, il funzionamento di ciò che stiamo osservando, senza la pretesa di agire subito.
Muoversi per piccoli passi per ottenere risultati efficaci
Un ottimo modo per applicare questo stratagemma è ricordarsi di muoversi per ” piccoli passi”.
Questo stile di approccio alle situazioni, o agli apprendimenti, semplicemente, ci obbliga ad andare lentamente; ci impedisce di iniziare un’attività subito correndo, come invece ci verrebbe naturale fare in un contesto in cui a tutto è chiesto di essere fulmineo, rapido, immediato.
Una lentezza “paradossale”, non fine a se stessa ma orientata ad una maggiore efficacia nella fase successiva, quella dell’azione. Un vero e proprio investimento di tempo che avrà un ritorno che non vi deluderà.
Perché questo approccio è fondamentale nel coaching strategico
Credo che questo approccio, meglio di altri, rappresenti non solo un’indicazione molto utile per condurre, da coach, un percorso di coaching in maniera efficace ed efficiente, ma sia anche particolarmente importante per chi sta iniziando a conoscere, interessarsi e magari studiare il modello di coaching strategico.
Comprendere un approccio complesso richiede tempo e pratica
Muoversi per piccoli passi quando ci si avvicina al coaching strategico è fondamentale per due ragioni specifiche.
La prima e più immediata: l’approccio strategico non è un approccio “semplice”; non è un approccio rigido, lineare, sempre uguale a sé stesso. Non si fonda su “teorie forti”, deterministiche.
Al contrario, è un approccio articolato, composito, ricco e sfaccettato, che relativizza la realtà e fa della locuzione “dipende” uno dei suoi pilastri.
Per questa ragione comprenderlo e padroneggiarlo richiede tempo, pazienza e una buona dose di pratica.
Gli aspetti da considerare, nello sviluppo di un percorso di coaching, sono infatti molteplici: analizzare le tentate soluzioni e le eccezioni positive, valutare le logiche non ordinarie sottese al funzionamento dello specifico problema, comprendere quali resistenze si sviluppino durante il percorso e scegliere gli stratagemmi opportuni per superarle, sono solo alcuni degli elementi da considerare durante lo sviluppo di un caso (e l’elenco è molto lontano dall’essere esaustivo).
Per questa ragione pensare di conoscerlo e utilizzarlo efficacemente in breve tempo è un grande rischio.
Anche avendo letto e studiato con attenzione la teoria, la pratica deve essere approfondita a ripetuta.
Un approccio rivoluzionario che cambia il modo di vedere la realtà
a seconda ragione per la quale procedere per piccoli passi è fondamentale è che l’approccio strategico è rivoluzionario.
E non uso questo aggettivo in maniera iperbolica.
È un approccio che rivoluzionerà il vostro sguardo sul mondo, ribalterà le vostre certezze e cambierà le categorie attraverso cui interpreterete la realtà.
Vi obbligherà a rimettere in discussione alcune regole logiche che avevate sempre considerato funzionali ad orientarvi nelle relazioni umane, ribalterà logiche di “causa-effetto” che avevate dato per assodate.
Vi porterà a trascurare deliberatamente aspetti delle situazioni che avevate sempre considerato centrali e fondamentali per la vostra comprensione della realtà e a focalizzarvi su altri di cui, fino a pochi momenti prima, ignoravate l’esistenza.
Senza fretta ma senza sosta verso il cambiamento
Ma come tutte le rivoluzioni (che durano) anche questa non si può fare in un giorno.
Per questo concedetevi il tempo di conoscere, assorbire, sperimentare, sbagliare e riprovare.
E lasciate che i piccoli passi vi portino, “senza fretta ma senza sosta”, alla vostra meta.